L'importanza di essere almeno vegetariani

02/09/2015 21:33:42 \\ ATTUALITA \\ 867 Visite

Fino a una decina di anni fa professarsi vegetariano - o peggio ancora vegano - equivaleva praticamente a una bestemmia: si rischiava, infatti, una bella risatina in faccia, nonche' la classica domanda "e allora cosa mangi?"
Oggi invece, complici le campagne animaliste e i video su internet che testimoniano come gli animali vengano nutriti a suon di antibiotici per farli semplicemente gonfiare e crescere anzitempo - per poi essere barbaramente uccisi - ecco che una nuova coscienza sociale si sta consolidando, una coscienza che e' piu' rispettosa dell'ambiente ma soprattutto piu' attenta alla salute, visti le abominevoli condizioni di questi allevamenti intensivi.
La differenza tra vegetariani e vegani ormai e' nota a molti: mentre i primi mangiano solo vegetali - compresi i derivati animali - i secondi no.
Un vegetariano, quindi, mangia anche latte, formaggio, uova, mentre i secondi si limitano esclusivamente a cereali, verdura, frutta fresca e secca, legumi soia e setan.
Fa sorpresa sapere che uno dei primi vegetariani della storia fu Pitagora, il quale preferiva una dieta senza carne, tanto che chi lo seguiva veniva appellato "Pitagorico".
Oggi vegetariani famosi - che hanno rinunciato alla carne quindi - sono il cantante Paul McCartney, l'attore Leonardo di Caprio, le attrici Pamela Anderson e Gwyneth Paltrow, il campione olimpionico Carl Lewis, l'ex vicepresidente americano Al Gore e l'ex Presidente Bill Clinton.
In Italia, invece, abbiamo Jovanotti, Red Ronnie, Susy Blady, Umberto Veronesi e Moni Ovadia.
I vegetariani e i vegani hanno sempre piu' spazi per poter esprimere le loro scelte: i supermercati biologici, infatti, stanno avendo un fortissimo boom, peccato siano ancora inaccessibili per chi guadagna uno stipendio di 1200 euro al mese o poco piu'.
L'Eurispes ha calcolato che il 5,9% degli italiani ormai si professa vegetariano, e che tra questi lo 0,2% e' vegano.
Oggi, quindi, migliaia di bimbi crescono seguendo diete vegetariane e vegane, e crescono benissimo visto che perfino in alcuni reparti di cardiologia pediatrica i medici prescrivono diete prive di grassi animali, dato che i grassi saturi fanno decisamente male.
Essere vegani in particolare e' una scelta di salute e di etica, dato che anche i derivati animali - per esempio - contengono antibiotici o sostanze inquinate dagli allevamenti intensivi.
In effetti, per un vegano, il latte di mucca, capra o quant'altro e' innaturale, dato che siamo gli unici che danno ai piccoli il latte di altre specie.
E poi ci sono altri tipi di latte che si possono bere, di origine vegetale, come quello di soia, di avena, di riso e di mandorla.
I vegani, in sostanza, vogliono che la loro tavola non sia il prodotto dello sfruttamento e della sofferenza: ecco perche' si parla di etica, oltre che di salute.
Anche i numeri sembrano dar ragione ai vegani: un ettaro di terra destinato all'allevamento bovino rende mediamente in un anno 66 kg di proteine, mentre lo stesso pezzo di terra coltivato con la soia rende circa 1848 kg di proteine, ovvero 28 volte di piu'.
Secondo la FAO, a livello planetario, i vegetali potrebbero sfamare ben 11 miliardi di esseri umani, quasi il doppio dell'attuale popolazione, che si attesta sui circa 6,7 miliardi.
Il problema e' che una parte consistente di questi viene dirottata proprio per gli allevamenti intensivi, che uccidono ogni anno 50 miliardi di animali e che ha un elevatissimo impatto ambientale, secondo solo a quello energetico.
Ecco perche' bisogna almeno diventare vegetariani: cosi' facendo, non solo si risparmieranno tante vite e sofferenze, ma potremo sulserio sfamarci tutti, dato che oggi piu' di un miliardo di persone muore letteralmente di fame.
Oggi abbiamo la concreta possibilita' di cambiare il nostro regime alimentare: ricette vegetariane e vegane, infatti, sono dappertutto, e i gusti e i sapori sono moltissimi, nuovi e diversi.
Per non parlare del fatto che le proteine animali sono molto acide, acidificano il corpo fino a procurare malattie di ogni tipo, anche gravi, nonche' fenomeni - oggi molto comuni - come per esempio l'osteoporosi.
Un'umanita' piu' consapevole e' ancora possibile: il primo passo, dunque, e' uscire dalla nostra ignoranza ma soprattutto dalla nostra cieca e sorda indifferenza.

Fonte: http://www.gabrielesannino.com

Autore: GABRIELE SANNINO



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